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CASA COMUNE, SPIRITO DI ASSISI E SANTUARIO DELLA SPOGLIAZIONE

Il saluto di monsignor Sorrentino: "Dimensioni che possono tenere uniti in fraternità"


 ASSISI – “Quello che abbiamo vissuto in questi giorni è un seme che speriamo germogli e porti frutto”. Lo ha detto il vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, mercoledì 4 ottobre, durante i saluti pronunciati dalla Loggia del Sacro Convento di Assisi in occasione della solennità di San Francesco. Un messaggio di speranza che il vescovo ha spiegato riferendosi anche ad “alcune dimensioni che ci possono ancora vedere uniti in operosa fraternità”. La casa comune, lo “Spirito di Assisi” e il Santuario della Spogliazione sono le dimensioni a cui ha fatto poi riferimento il presule nel suo sentito discorso. Prima dei saluti la santa messa nella Basilica Superiore di San Francesco è stata concelebrata dal cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo metropolita di Genova unitamente ai vescovi della Liguria, al vescovo Sorrentino e ai ministri generali e provinciali delle Famiglie francescane. Mentre la Liguria, regione che aveva offerto l’olio dopo il sisma del 1997, ha acceso dopo venti anni la lampada votiva del Santo Patrono d’Italia. “San Francesco ci indica un ‘altro’ mondo – ha sottolineato il cardinale Bagnasco durante l’omelia - : un mondo che non nega quello visibile, ma dà significato, valore e bellezza ad ogni circostanza, anche al dolore”. Al termine della celebrazione dal loggiato del Sacro Convento si sono succeduti i saluti di padre Marco Tasca, ministro generale dell’Ordine dei frati minori conventuali, di Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio dei ministri; di Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e di Stefania Proietti, sindaco di Assisi. “dobbiamo essere capaci di costruire ponti tra le due sponde del Mediterraneo – ha evidenziato il presidente Gentiloni - , un mare che è stato culla di civiltà e che oggi è epicentro di crisi e talvolta luogo di tragici naufragi”. 
In allegato i saluti del vescovo monsignor Domenico Sorrentino e del presidente Paolo Gentiloni, l’omelia del cardinale Angelo Bagnasco 




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